Allergia
Cosa è l’allergia?
Le malattie allergiche rappresentano un problema sanitario importante e in crescita a livello mondiale, con una prevalenza in aumento sia tra i bambini che tra gli adulti1. Queste includono l’allergia alimentare, la rinite allergica, l’asma, la dermatite atopica (o eczema), l’allergia a insetti e farmaci2.
L’allergia è una reazione del nostro sistema immunitario che si attiva in modo esagerato contro sostanze normalmente innocue, chiamate allergeni. Questi possono trovarsi nell’aria, negli alimenti, nei farmaci o nell’ambiente che ci circonda. Quando una persona allergica entra in contatto con uno di questi elementi, il corpo lo interpreta come una minaccia e reagisce in modo eccessivo, causando sintomi che possono andare dal semplice fastidio come starnuti, prurito o occhi che lacrimano, fino a manifestazioni più serie3.
Le allergie sono molto diffuse, interessano circa una persona su quattro, possono comparire in un momento qualunque della vita, possono essere sia transitorie che permanenti, e influenzano la qualità della vita, rendendo più complicate attività quotidiane come studiare, lavorare o fare sport3.
Cause delle allergie
Le cause dell’allergia dipendono da come il sistema immunitario interpreta alcune sostanze presenti nell’ambiente. In una persona allergica, elementi normalmente innocui come pollini, acari della polvere, peli di animali o certi alimenti vengono scambiati per qualcosa di pericoloso. Il corpo reagisce producendo anticorpi specifici e liberando sostanze che provocano i sintomi allergici3.
Diversi fattori possono favorire lo sviluppo di un’allergia1,3:
- Allergeni comuni: pollini, acari della polvere, alimenti (in particolare noci, alcuni frutti, crostacei, uova e latte di mucca), farmaci, sostanze trasmesse attraverso punture e morsi di insetti, derivati di animali (peli, forfora, saliva, urina).
- Predisposizione genetica: la familiarità aumenta il rischio di sviluppare allergie
- Ambiente: inquinamento, cambiamenti climatici e aumento dei pollini influenzano la sensibilizzazione allergica.
- Contatto precoce con allergeni: essere esposti a pollini, polvere o certi alimenti fin da piccoli può influenzare il sistema immunitario.
- Clima: stagioni polliniche più lunghe e temperature più alte, dovute ai cambiamenti climatici, fanno crescere i casi di allergia.
- Microbiota intestinale: i batteri “buoni” presenti nel nostro intestino aiutano il sistema immunitario a funzionare correttamente. Quando questo equilibrio si altera (ad esempio dopo molte cure antibiotiche o per una dieta poco varia), il sistema immunitario può diventare più sensibile e favorire la comparsa di allergie.
Sintomi delle allergie
I sintomi allergici variano in base al tipo di allergene e alla sede della reazione.
- La rinite allergica è una delle forme più comuni di allergia. Quando il naso entra in contatto con pollini, acari o altri allergeni, reagisce producendo starnuti, naso chiuso e prurito. È spesso associata ad altre condizioni come asma e congiuntivite4.
- In caso di congiuntivite allergica gli occhi possono diventare rossi, lacrimare e prudere quando entrano in contatto con un allergene. È frequente che compaia insieme alla rinite allergica3,4.
- La pelle può reagire agli allergeni in modi diversi. Si parla di dermatite atopica (o eczema) quando i sintomi sono pelle secca, arrossata e molto pruriginosa5, mentre in caso di orticaria si ha la comparsa improvvisa di pomfi (rilievi sulla pelle), prurito intenso e arrossamento6.
- Quando gli allergeni irritano i bronchi, questi si restringono causando tosse, respiro sibilante e fiato corto. L’asma allergico può essere lieve o più serio e richiede attenzione7.
- L’anafilassi è una reazione allergica grave e rara, che coinvolge tutto il corpo. Può causare difficoltà respiratoria, gonfiore del viso o della gola, calo della pressione e rischio di svenimento. È un’emergenza medica3.
Diagnosi delle allergie 3
Per capire se una persona è allergica, il medico non si basa su un solo esame, ma su più elementi come la storia dei sintomi, i test specifici e la visita.
Gli esami principali sono:
- Prick Test cutaneo: è il test cutaneo più comune. Si applicano piccole gocce di allergeni sulla pelle e si fanno leggere punture superficiali. Se compare un pomfo (una piccola bolla), significa che c’è sensibilizzazione.
- Il Patch Test serve a identificare la dermatite da contatto/eczema causato dal contatto della pelle con allergeni, spesso sostanze chimiche. Una piccola quantità dell’allergene viene applicata sulla pelle tramite supporti metallici e lasciata in sede per 48 ore, per poi valutare se compaiono reazioni.
- Dosaggio delle IgE specifiche: è un esame del sangue che misura gli anticorpi IgE contro allergeni precisi. Si usa quando il test cutaneo non è indicato, ad esempio in caso di dermatite o se il paziente assume farmaci che interferiscono.
- Test di provocazione: viene fatto in casi particolari, soprattutto per allergie alimentari o a farmaci. Consiste nel somministrare l’allergene sotto controllo medico per osservare la reazione.
- Valutazione alimentare: Il medico valuta lo stile di vita e l’alimentazione per individuare i possibili fattori che causano i sintomi. In genere si elimina dalla dieta l’alimento sospetto per osservare se la situazione migliora. Dopo alcune settimane, lo specialista può chiedere di reintrodurlo per verificare se compare nuovamente una reazione..
Trattamenti delle allergie 3
Il trattamento delle allergie si basa su tre strategie principali, che spesso vengono usate insieme per controllare meglio i sintomi.
- Evitare l’esposizione agli allergeni: la prima cosa da fare è cercare di ridurre il contatto con ciò che scatena l’allergia, come ad esempio limitare l’esposizione ai pollini durante le stagioni critiche, tenere la casa pulita per ridurre acari della polvere, evitare alimenti o sostanze che provocano reazioni.
- Terapia farmacologica: quando evitare l’allergene non basta, si possono usare dei farmaci per il controllo dei sintomi, quali antistaminici, che aiutano a ridurre prurito, starnuti e arrossamenti (sono i farmaci più utilizzati); decongestionanti per il naso, che possono essere usati come trattamento a breve termine; steroidi, che servono a calmare l’infiammazione quando i sintomi sono più forti; broncodilatatori utili per chi ha l’asma allergico, perché aiutano a respirare meglio; inoltre, sono disponibili farmaci come trattamento di emergenza per le reazioni allergiche gravi (shock anafilattico).
- Immunoterapia: consiste nel somministrare piccole quantità controllate dell’allergene, in forma di gocce, compresse o iniezioni. Con il tempo, il sistema immunitario diventa meno sensibile, e le reazioni si riducono. L’immunoterapia può risultare utile per alcune forme allergiche, come quelle ai pollini, agli acari della polvere, al veleno di insetti come api e vespe, secondo valutazione dello specialista.
Orticaria
Le allergie possono manifestarsi in molti modi diversi e l’orticaria è una delle reazioni cutanee più comuni.
L’orticaria è un disturbo molto comune e colpisce circa una persona su quattro nel corso della vita. Si manifesta con pomfi, cioè chiazze in rilievo molto pruriginose, con il centro più chiaro e un alone arrossato intorno. Possono comparire in qualsiasi punto del corpo. Le dimensioni variano da piccoli puntini a macchie grandi diversi centimetri. Di solito questi pomfi durano meno di 24 ore e scompaiono senza lasciare segni, anche se in alcuni casi possono persistere fino a 48 ore6.
Può presentarsi da sola oppure insieme all’angioedema, un gonfiore più profondo che interessa soprattutto palpebre, labbra, mani e piedi6.
Esistono diverse tipologie di orticaria6:
- Orticaria acuta: dura meno di 6 settimane.
- Orticaria cronica: persiste oltre 6 settimane.
La forma cronica può essere classificata come:
- Orticaria spontanea: compare senza un fattore scatenante evidente.
- Orticaria inducibile: provocata da stimoli come freddo, pressione, calore, esercizio fisico o acqua.
L’orticaria è comune in tutte le fasce d'età, le forme acute colpiscono più frequentemente i bambini e si verificano in egual misura sia nei maschi che nelle femmine7.
Nell’arco della vita l'orticaria acuta colpisce il 15-20% della popolazione generale, mentre la forma cronica colpisce il 2-3% degli individui8.
Le cause più comuni
I sintomi più comuni includono6,9:
- Pomfi di varie dimensioni e forme, di colore variabile dal rosa al rosso, di forma e dimensioni variabili che vanno da pochi millimetri a placche estese. Compaiono improvvisamente e scompaiono entro 24 ore senza lasciare esiti.
- Prurito, che è il sintomo più fastidioso. Può essere moderato o molto intenso, spesso peggiora la sera. E’ associato a sensazione di bruciore o pizzicore, peggiora con il calore, lo stress, l’ alcol o lo sfregamento.
- Possibile gonfiore (angioedema), non pruriginoso, spesso doloroso, localizzato soprattutto su palpebre, labbra, mani e piedi, genitali. Può durare fino a 72 ore e può manifestarsi da solo o insieme ai pomfi. L’angioedema non è pericoloso nella maggior parte dei casi, ma se coinvolge la laringe richiede attenzione medica immediata.
Come si manifesta?
I sintomi più comuni includono6,9:
- Pomfi di varie dimensioni e forme, di colore variabile dal rosa al rosso, di forma e dimensioni variabili che vanno da pochi millimetri a placche estese. Compaiono improvvisamente e scompaiono entro 24 ore senza lasciare esiti.
- Prurito, che è il sintomo più fastidioso. Può essere moderato o molto intenso, spesso peggiora la sera. E’ associato a sensazione di bruciore o pizzicore, peggiora con il calore, lo stress, l’ alcol o lo sfregamento.
- Possibile gonfiore (angioedema), non pruriginoso, spesso doloroso, localizzato soprattutto su palpebre, labbra, mani e piedi, genitali. Può durare fino a 72 ore e può manifestarsi da solo o insieme ai pomfi. L’angioedema non è pericoloso nella maggior parte dei casi, ma se coinvolge la laringe richiede attenzione medica immediata.
Diagnosi dell’orticaria10
La diagnosi dell’orticaria si basa soprattutto sull’osservazione dei sintomi e sulla storia clinica del paziente. I medici riconoscono l’orticaria grazie alla presenza di pomfi transitori, prurito e, in alcuni casi, angioedema. Poiché pomfi e angioedema sono temporanei e potrebbero non essere presenti al momento della vista, è importante esaminare la documentazione dei segni e sintomi del paziente (incluse le immagini di pomfi e/o angioedema).
Gli esami del sangue e i test allergologici (come il Prick test cutaneo o il Patch test) vengono richiesti in per confermare una diagnosi di orticaria acuta, cronica o inducibile6.
Trattamento6,9,10
La maggior parte dei casi di orticaria acuta si risolve spontaneamente in pochi giorni.
Le terapie consigliate prevedono l’utilizzo di antistaminici non sedativi (prima scelta) di seconda generazione con eventuale aumento del dosaggio, se necessario, sotto controllo medico.
I corticosteroidi orali possono essere prescritti dal medico in casi specifici per brevi periodi nei casi più intensi o in caso di riacutizzazioni gravi.
Nelle forme croniche resistenti ai trattamenti standard sono indicati i farmaci biologici, esclusivamente su prescrizione specialistica. I pazienti che non mostrano sufficienti benefici dal trattamento con i farmaci biologici possono essere trattati con altre tipologie di farmaci (ad esempio gli immunosoppressori).
Oltre alla terapia, è generalmente consigliato di evitare di grattarsi (peggiora il prurito), utilizzare acqua troppo calda, alcol e cibi piccanti, che possono accentuare il rossore. Evitare lo stress, per quanto possibile.
L’orticaria può essere frustrante, soprattutto se cronica. Tuttavia, con una gestione adeguata e il supporto di un dermatologo o allergologo, è possibile controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Rinite allergicca
La rinite allergica è una condizione infiammatoria della mucosa nasale causata da una reazione del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue, come pollini, acari della polvere, peli di animali o muffe. Quando queste particelle (allergeni) entrano in contatto con il naso, il sistema immunitario le riconosce come “nemiche” e produce anticorpi (IgE), scatenando il rilascio di sostanze come l’istamina. Questo provoca i sintomi tipici come starnuti, naso chiuso, prurito e secrezione nasale11.
La rinite allergica colpisce il 10-40% della popolazione mondiale mentre in Italia le percentuali variano tra il 5% e il 35%, con significative differenze regionali dovute a fattori ambientali come l'inquinamento e l'esposizione agli allergeni12.
La rinite allergica può comparire insieme all’asma allergico, poiché sono due condizioni che coinvolgono la stessa infiammazione delle vie respiratorie. Quando una persona respira allergeni come pollini, acari o peli di animali, il naso può infiammarsi (rinite) e allo stesso tempo i bronchi possono diventare più sensibili e “chiudersi” (asma) 13,14. Per questo molti esperti parlano di un’unica malattia delle vie respiratorie. Chi ha rinite allergica ha più probabilità di sviluppare asma11, e quando le due condizioni coesistono è importante trattarle entrambe per migliorare la respirazione e ridurre i sintomi13,14.
Quali sono i sintomi principali
La rinite allergica si manifesta con segni tipici che possono comparire subito dopo il contatto con l’allergene11,14:
- Naso che cola con muco acquoso e naso chiuso (congestione nasale).
- Starnuti frequenti, spesso a raffica.
- Prurito al naso, alla gola e talvolta alle orecchie.
- Occhi rossi, che lacrimano e prudono (spesso associata a congiuntivite allergica).
- Tosse e, in alcuni casi, sintomi respiratori come asma.
Tradizionalmente, la rinite allergica veniva classificata come stagionale (se si verificava durante una stagione specifica) o perenne (quando si verificava durante tutto l'anno). Tuttavia, non tutti i pazienti rientrano in questo schema di classificazione. Pertanto, la rinite allergica è ora classificata in base alla durata dei sintomi (intermittente o persistente) e alla gravità (lieve, moderata o grave)4.
- Si definisce "intermittente" quando i sintomi sono presenti meno di 4 giorni a settimana o per meno di 4 settimane consecutive, e "persistente" quando i sintomi sono presenti più di 4 giorni a settimana e per più di 4 settimane consecutive4.
- I sintomi sono considerati lievi quando i pazienti non presentano disturbi del sonno e possono svolgere le normali attività (inclusi il lavoro o la scuola), mentre sono considerati moderati/gravi se influiscono in modo significativo sul sonno o sulle attività quotidiane4.
Cause della rinite allergica4,11,13
La rinite allergica è causata da una risposta eccessiva del sistema immunitario a sostanze comuni presenti nell’ambiente, gli allergeni.
Gli allergeni più frequenti sono i pollini di alberi, graminacee e piante infestanti, che rappresentano una delle principali cause dei sintomi stagionali.
Un altro fattore molto diffuso sono gli acari della polvere, piccoli organismi che vivono nei materassi e nei tessuti domestici e che contribuiscono in modo significativo alla rinite perenne.
Anche i peli e la forfora degli animali domestici possono scatenare una reazione allergica nelle persone sensibilizzate.
Le muffe, che proliferano in ambienti umidi, sono un’ulteriore fonte di allergeni respiratori.
Inoltre anche la predisposizione genetica è importante: chi ha familiari con allergie o asma ha un rischio maggiore di sviluppare rinite allergica.
Diagnosi4,11
La diagnosi della rinite allergica viene fatta attraverso una visita medica, la valutazione della storia clinica e dei sintomi (starnuti frequenti, naso che cola o si chiude, prurito al naso o agli occhi e peggioramento dopo l’esposizione a pollini, polvere o animali) e su test specifici come lo skin prick test, che consiste nell’applicare piccole quantità di allergeni sulla pelle per vedere se compare una reazione, oppure il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue, utile quando i test cutanei non sono indicati.
Questi esami aiutano a identificare con precisione gli allergeni responsabili e a scegliere il trattamento più adatto.
Trattamenti
Il trattamento della rinite allergica si basa su4,11:
- Ridurre il contatto con gli allergeni, ad esempio usando coprimaterassi antiacaro o evitando di stare all’aperto nei giorni con molti pollini.
- Utilizzo di farmaci: gli spray nasali a base di corticosteroidi sono considerati la terapia più utile per alleviare naso chiuso, prurito e starnuti, mentre gli antistaminici di seconda generazione aiutano a controllare i sintomi più lievi senza causare sonnolenza. Vengono utilizzati anche i cromoni, che rientrano tra i farmaci antiasmatici di fondo, indicati per le forme lievi o per i pazienti che non tollerano corticosteroidi.
- Nei casi più persistenti o quando i farmaci non bastano, utilizzo dell’immunoterapia allergene-specifica per ridurre la sensibilità agli allergeni e migliorare i sintomi nel lungo periodo.
- Farmaci biologici, utili soprattutto nei pazienti con forme più gravi o associate ad altre malattie allergiche.
La rinite allergica non è solo un fastidio: può causare disturbi del sonno, riduzione della concentrazione e peggioramento delle performance scolastiche e lavorative. Per questo è importante riconoscerla e trattarla adeguatamente.
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